Al via la disclosure dei conti Ior

 

Il 28 giugno  l'Aula del Senato ha approvato in via definitiva il Ddl di ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia e Santa Sede in materia fiscale, visto che il provvedimento era già  stato approvato dalla Camera. Come ricordato dalla relatrice, Emma Fattorini (Pd), la Convenzione , sottoscritta il 1 aprile  2015 , «costituisce il primo accordo bilaterale sullo scambio di informazioni in materia fiscale sottoscritto dal Vaticano con un altro Paese». L'accordo, ha aggiunto, segue il modello di convenzione dell'Ocse. «Lo scambio di informazioni - ha poi riferito Fattorini - riguarda il periodo d'imposta a partire dal 1 gennaio 2009». L'accordo prevede, tra le altre, misure per lo scambio di informazioni e in materia di determinazione e versamento delle imposte sui redditi di capitale e sui redditi diversi delle attività  finanziarie. Previste anche disposizioni relative a periodi pregressi e al periodo transitorio.

La Convenzione che era era stata  firmata dal Segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan,  a partire dalla ormai imminente  data di entrata in vigore, consentirà il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia.

Ma la cosa più importante è che gli stessi soggetti potranno accedere ad una procedura di regolarizzazione delle stesse attività, con i medesimi effetti stabiliti dalla legge sulla voluntary disclosure.

Questo significa che i cittadini italiani che hanno conti presso lo Ior , la cosiddetta banca vaticana, potranno far rientrare i capitali in Italia, con sanzioni ridotte e senza conseguenze penali.

In questo modo i loro conti dello Ior potranno essere chiusi, dal momento che si tratta di clienti che non hanno più’ diritto ad avere il conto in Vaticano, in base ai nuovi criteri stabiliti dal Consiglio d'amministrazione nel  luglio 2013. 

Il  presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, nell'autunno del 2015 ha quantificato in via ipotetica in circa un miliardo di euro la cifra che potrebbe "riattraversare" il "confine" con il Vaticano, una cifra notevole che garantirebbe un  proporzionale gettito fiscale aggiuntivo nelle casse dello Stato. 

Insieme  ai  dati di Bilancio dello scorso maggio 2016 , lo Ior ha reso noto  1) che il risultato netto del 2015 dell'Istituto ha incluso una riserva per questo piano di rientro fiscale e 2) di aver chiuso tra il giugno 2013 e il dicembre 2015, 4935 conti a completamento effettivo del profondo processo di risanamento sui conti del passato. Si tratta di quei conti noti come "conti laici" in gran parte di personalità italiane.

In base alla nuova Convenzione fiscale infine  fondi degli istituti religiosi presso lo Ior verranno tassati, mentre rimarranno esenti gli immobili della Santa Sede che godono dell' extraterritorialità in Italia.

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