Vatileaks2, tra Italia e Vaticano

 

Colpevole di rivelazione di atti segreti della Santa Sede,l'ex segretario della COSEA, il monsignore  spagnolo dell'Opus Dei ,Vallejo Balda, condannato a 18 mesi di carcere.

La stessa pena inflitta a suo tempo, 6 ottobre1982, al Corvo di Benedetto XVI, l'ex maggiordomo Paolo Gabriele, per il furto dei documenti dalla scrivania del Pontefice.

Pena inferiore per la pr Francesca Chaouqui, 10 mesi, sospesa per cinque anni, per concorso in divulgazione con il monsignore.

Insussistente per i giudici l'associazione criminosa: il quadro presentato dall'accusa ridimensionato e ribaltato.

Prosciolti , per difetto di giurisdizione ( l'eccezione della difesa in questo senso inizialmente era stata respinta), i giornalisti italiani , gli autori dei bestsellers, Via Crucis e Avarizia, Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi.

E soprattutto, e c'è molto da rallegrarsene, una forte e generale  sottolineatura del diritto di informare  l'opinione pubblica e della libertà della stampa fondata, secondo il Tribunale vaticano presieduto dal professor Giuseppe della Torre, sul "diritto divino".
Qui non commenterò la sentenza, che deve essere ancora pubblicata, tra qualche settimana,  con le sue motivazioni.

Va però ricordato che ai tempi di Vatitleaks1, le carte trafugate dal maggiordomo Gabriele, diedero vita ad un libro di Nuzzi, ma allora non ci fu nessuna incriminazione per il giornalista, autore del bestseller "Sua Santità". Nessun processo. Nessuna azione giudiziaria. 

Resta invece il fatto che due Papi, uno dopo l'altro, sono stati sotto "pressione mediatica"  a motivo del trafugamento di carte riservate,  e per quanto riguarda  Francesco, nonostante che il nuovo codice penale vaticano dell'agosto 2013, preveda  al riguardo un reato specifico .

Non era mai accaduto e invece si è ripetuto due volte nell'arco di pochi anni. Con conseguenze dirompenti. Ai tempi del primo processo, la rinuncia di Benedetto (anche se il nesso di causa ed effetto è stato di recente negato da monsignor Georg Ganswein).
Francesco da parte sua ha detto, a caldo,  chiaramente cosa pensava della vicenda quando è apparso dalla finestra del palazzo apostolico all'Angelus l'8 novembre 2015, pochi giorni dopo gli arresti: "Diffondere documenti è reato. Ma voglio essere chiaro: chi commette questo reato non fermerà la mia opera di riforma". E' un atto deplorevole che non aiuta" le parole di Bergoglio, "io stesso avevo chiesto di fare quello studio. E quei documenti, io e i miei collaboratori, già li conoscevamo bene. Avevamo iniziato delle riforme che stavano già dando dei frutti. Alcuni visibili".  "Voglio dirvi anche - ha quindi assicurato il Pontefice - che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti".

Lo scandalo insomma, secondo Francesco, non avrebbe certo aiutato, semmai il contrario.

A Papa Francesco e al Vaticano -nelle ore immediatamente prima e dopo la sentenza - la Chaouqui non ha avuto remore a ricordare  di avere la disponibilità in casa sua o altrove, dell'intero archivio della Commissione d'inchiesta COSEA e soprattutto dell'elenco dei nomi dei cosiddetti "conti laici" dello IOR, conti di personalità italiane che non hanno più diritto ad avere un proprio conto nella cosiddetta banca vaticana e il cui denaro eventualmente deve rientrare in Italia, utilizzando il Trattato fiscale con il Vaticano  che è stato definitivamente approvato dal Senato italiano, pochi giorni prima della fine del processo,  il  28 giugno 2016.

Non è forse un caso che, a quanto è risultato dal dibattimento, la "consegna " da parte di  monsignor Vallejo a Nuzzi delle 85 password per accedere ai documenti della COSEA sia avvenuto il 15 aprile 2015, cioè dopo la firma del Trattato fiscale, avvenuta il 1 aprile.

  Dopo la pubblicazione dei due bestsellers oggetto del processo Vatileaks2 , il Vaticano ha comunicato una serie di importanti cambiamenti: la riforma delle procedure amministrative per le cause dei Santi e l'apertura di un' inchiesta penale contro due alti dirigenti "bertoniani", l'ex presidente del Bambin Gesù e dell'ex tesoriere Massimo Spina per distrazione di fondi dall'Ospedale pediatrico per effettuare, sulla carta, lavori di ristrutturazione dell'appartamento dell'ex segretario di Stato Bertone.  Lavori, sembra allo stato delle indagini, pagati due volte ( una personalmente, cioèdi tasca sua,  da Bertone e la seconda con i fondi distratti dell'Ospedale)  e in parte finiti, via isole del Canale,  a Dubai ( destinazione di viaggio non solo dell'ex onorevole forzista latitante Amedeo Matacena - vicenda P4, Scajola - ma anche di monsignor Vallejo in contatto con emissari cinesi interessati allo stato di salute di Papa Francesco).   

Altre modificazioni di organigramma e di struttura, sono stati  meno eclatanti. Come la promozione  a nunzio in Sudafrica e in altri piccoli paesi dell'Africa australe  di monsignor Bryan Wells, per nove anni numero 3 della Segreteria di Stato ( più volte chiamato in causa dalla Chaouqui), il punto di riferimento dei cosiddetti  "americani" in Curia e il generale downgrading della  loro presenza ( a fronte di una ripresa dell'influenza degli italiani). 

 Oppure il cambio del Comandante delle Guardie svizzere e del loro Cappellano:  il server segreto  "parallelo" della Cosea, installato d'accordo con il prefetto dell'Economia, cardinale George Pell , era stato collocato proprio presso la Guardia Svizzera, ed era stato "costruito" dal marito della Chaouqui,  Corrado Lanino che abbiamo appreso - sempre nel corso del processo -  aver lavorato anche per lo IOR, e per il primo livello informatico di sicurezza di tutto il Vaticano.

L' influenza del cardinale Pell che ad agosto del 2015, cioè qualche mese prima dell'uscita dei due bestsellers,  aveva annunciato che "i prossimi scandali" sarebbero stati " finanziari", è stata fortemente limitata, dopo la battaglia persa per imporre la società di revisione  americana PriceWaterhouse and Coopers come revisore de facto di tutte le finanze del Vaticano "scavalcando" le competenze della figura del nuovo Revisore generale, Libero Milone (il cui computer è stato hackerato, e le indagini su questo fatto  hanno dato inizio a quelle su Vallejo e sulla fuga di notizie).

Un ridimensionamento sancito il giorno stesso dell'inizio della fase finale del processo, il 4 luglio 2016, il Papa ha firmato un nuovo Motu proprio , in italiano, "I beni temporali" in cui definitivamente la gestione di tutto il  patrimonio della Santa Sede è tornato sotto il potere dell'APSA, mentre la segreteria dell'Economia dovrà limitarsi al controllo.

 Sono stati  invece rinnovati per cinque anni gli incarichi del sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu (uno dei pungiball preferiti della Chaouqui) e e del Comandante della Gendarmeria, Domenico Giani. 

 

 

 

 

 


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