UIF: la disclosure non blocca i reati di riciclaggio

 

 

Il 7 luglio  2016, la Banca d'Italia ha reso pubblico  il Rapporto sull’attività svolta dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per l’Italia nell’anno 2015. L'UIF è  la FIU ( Financial Intelligence Unit ) italiana. I primi  due  punti salienti segnalati sono stati. Primo: Il fatto che il contrasto, anche sul piano finanziario, alla criminalità organizzata, alla corruzione, all’evasione fiscale, si conferma una priorità nazionale e per perseguire questo obbiettivo la UIF ha affinato le metodologie di valorizzazione delle segnalazioni potenzialmente riconducibili alla criminalità mafiosa.

Secondo, e soprattutto, che :  nel campo degli illeciti fiscali, le numerose segnalazioni connesse alla voluntary disclosure (oltre 7.000 nel 2015 e oltre 10.000 nella prima parte del 2016) hanno fatto  emergere in alcuni casi sospetti di reati esclusi dal beneficio della non punibilità. La relazione afferma testualmente: "Le operazioni sospette che, almeno apparentemente, si riferiscono a reati fiscali sono quelle più ricorrentemente portate all’attenzione dell’Unità. Nel 2015 la dimensione del fenomeno si è molto accresciuta per effetto delle segnalazioni collegate alla regolarizzazione volontaria dei capitali (Voluntary disclosure). In un numero non elevato di casi si è avuto motivo di sospettare l’esistenza di reati esclusi dal beneficio della non punibilità". Com'è noto infatti la disclosure mete al riparo dalle conseguenze penali dell'evasione fiscale. 

Il numero dei casi, dunque, non è elevato, ma forse qualitativamente significativo. Alcuni di essi riguardano lo IOR e il Vaticano.

Il rapporto fa esplicito riferimento ai rapporti con l’Autorità giudiziaria che "hanno registrato un significativo incremento - sostiene la Relazione dell'UIF -  e appare sempre più diffusa la percezione delle opportunità offerte, per l’avvio e per la conduzione delle indagini, dalle informazioni contenute nelle segnalazioni di operazioni sospette e nelle analisi della UIF. A seguito anche della positiva esperienza dell’utilizzo, con alcune Procure, di comunicazioni telematiche protette, nei prossimi mesi sarà adottato un nuovo sistema per la gestione degli scambi di informazioni (SAFE) che coinvolgerà anche le altre autorità nazionali e le FIU estere e sarà volto a ampliare il ricorso a canali telematici". 

In questo quadro l'UIF della Banca d'Italia ha segnalato alla Procura di Roma  movimenti avvenuti su conti IOR fino ad agosto 2015  di manager pubblici, ex presidenti di società sportive, consulenti al servizio del Vaticano, avvocati e un postulatore delle cause dei santi.  Si tratta di titolari di conti  cosiddetti laici, che IOR ha comunicato di aver definitivamente chiusi entro il dicembre 2015". 

Uno di questi  è il  conto di Giovanni Morzenti, imprenditore di Bergamo ex presidente della Federazione italiana sport invernali finito in carcere per corruzione nel maggio 2014,  coinvolto nel caso Scajola-  Matacena , latitante  a Dubai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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