FAMIGLIA E ...NON SOLO

August 19, 2016

 

Chi è rimasto più spiazzato è stato paradossalmente il principe dei vaticanisti  americani John Allen.  Papa Francesco non solo non si è preso “un break” per Ferragosto, come gli aveva chiesto Allen il giorno della Festa dell’Assunta nel sito da lui diretto (https://cruxnow.com/analysis/2016/08/13/memo-pope-francis-gods-sake-take-break/). Anzi, proprio a Ferragosto  il Papa ha firmato il Motu Proprio di nomina di quello che sarà l’americano più alto in grado in Curia dal 1 settembre 2016: il vescovo di Dallas,  Kevin Joseph Farrell, primo prefetto del  Dicastero per i laici, famiglia e vita.

L’Istituzione del nuovo Dicastero – non ( o almeno ancora ) una Congregazione –  sottolinea il peso che Francesco intende dare  alla famiglia e ai temi della vita, in modo da dare operativamente seguito alla sua più recente Enciclica,  Amoris Letitia.  E non da meno è la sottolineatura sull’importanza  per il Papa dei laici credenti  , in modo da  evitare quella “clericalizzazione” della Chiesa che Francesco ha lamentato in una lettera  del marzo scorso al cardinale  Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei Vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America latina.

Ma è proprio la scelta della persona del vescovo Farrell che qualifica la nascita del nuovo Dicastero nel disegno di Francesco.  E’ la scelta della persona che fa capire  che Francesco   sta modellando la “sua” riforma della Curia, secondo linee molto diverse da quelle seguite da Paolo VI , come ha notato il professor Massimo Fagioli dell’Università di Villanova su Twitter

 Molte parole sono state spese sul fatto che Farrell si può definire un “moderato”, nel senso che appoggia completamente la posizione papale espressa in Amoris Letitia, ma senza essere un fan della comunione a divorziati e risposati ad ogni costo.

Tuttavia  molte altre sono le caratteristiche di Farrell che ne fa fanno un uomo della Chiesa del futuro, per come la vede Francesco ( nella foto, il suo stemma episcopale) . E’ un uomo del Nuovo Mondo, del Continente americano, pur essendo irlandese di nascita, e pur avendo speso la prima parte della sua missione gestendo i seminari della Legione di Cristo in Europa (organizzazione da cui è uscito ,ben prima degli scandali che l’hanno travolta ), quasi un Cristoforo Colombo della Chiesa contemporanea.

E’ stato creato vescovo da Benedetto XVI, nel 2007, incardinato nella Diocesi di Washington e  la sua scelta mitiga la presunta freddezza di Francesco  nei confronti degli  “americani “ (è la seconda nomina “di peso” di statunitensi nel giro di due mesi, dopo quella del Portavoce Greg Burke).

Parla perfettamente l’italiano (il “volgare” della Curia) oltre che lo spagnolo  (il suo sito web è bilingue, inglese-spagnolo), lingua della maggioranza dei cattolici nel mondo ( a Washington è succeduto al  futuro cardinale Sean O’ Malley nella gestione del Centro  per la pastorale  degli cattolici ispanici).

Ma c’è un’altra sua qualità che non è stata messa in adeguata luce. Ne ha fatto cenno solo  il cardinale della capitale americana Donald Wuerl nella dichiarazione con la quale si è felicitato per la nomina di Farrell. Wuerl ha sottolineato “le  sue dimostrate capacità pastorali e le sue riconosciute abilità amministrative” . Infatti Farrell è stato Segretario delle Finanze dell’Arcidiocesi di Washington e moderatore della  Curia , Cancelliere dell’Università di Dallas, membro del Consiglio d’amministrazione (board of trustee) della Papal Foundation (potente organizzazione americana di laici e gerarchie che provvede ogni anno un’ imponente donazione al Papa) , e dell’Università cattolica d’America.

Inoltre,  last but not least,  Farrell  è stato fino ad oggi  il “tesoriere “ della Conferenza Episcopale americana (USCCB), e presidente del Comitato Budget e Finanza della USCCB.

Inserito nella Curia romana, insomma,  Farrell  potrebbe essere  in futuro una carta da giocare anche sulle finanze, dove Papa Francesco ha voluto 7 laici che sedessero  fianco a fianco con otto cardinali e vescovi nel Consiglio per l’Economia.  Una carta da giocare per il dopo Pell ( il cardinale  prefetto della Segreteria dell’Economia).

(questo approfondimento è stato pubblicato giovedì 18 agosto da Formiche.net)

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