The Young Pope: teologia e cinema

November 23, 2016

 


" Alla mia mia risposta 'Insegno teologia e cinema' alcuni forse per timidezza, evitavano ulteriori discussioni dicendo: 'Teologia e cinema?. Bhe ! , interessante..."  così il padre gesuita  Lloyd Baugh , professore al Centro interdisciplinare sulla Comunicazione sociale dell'Università Gregoriana, parlava dei suoi studenti al Congresso Internazionale della Facoltà di teologia della Catalogna, nel novembre di nove anni fa.
 Forse agli studenti  sembrava strano,  ma teologia e cinema  è un binomio che si è imposto con prepotenza  negli ultimi anni ed è diventato la strana coppia toptrend su Twitter delle  ultime settimane, dopo la messa in onda della serie televisiva  SKY del premio Oscar Paolo Sorrentino "The Young Pope"  . Il caso poi è esploso all'inizio di questa settimana, data la coincidenza di temi con l'attualità delle scelte di Papa Francesco in materia di aborto.
Il fatto è che , sempre secondo padre Baugh, il ramo della teologia che privilegia il dialogo con il cinema, è proprio "la teologia fondamentale, cioè quella che studia Dio, l'esistenza, le azioni di Dio, partendo dall'uomo e dall'esperienza umana dell'esistenza, della vita, del mondo e dei rapporti interpersonali; partendo dall'esperienza umana del male, del fallimento, di insufficienza e di limiti e dell'amore e del mistero". Ecco la teologia fondamentale - continua Baugh " insiste sul fatto che non c'è esperienza umana, anche tragica, anche di fallimento, che non sia anche un'esperienza di Dio".
Penso si possa dire senza alcun dubbio che  questo emerga con chiarezza dal film tv di Sorrentino e della narrativa del suo Papa giovane, Lenny Belardo, che <em>sibi nomen imposuit</em>  Pio XIII ( nella foto).
Quanti fallimenti , quanti amori, quanto mistero nella serie SKY. C'è cardinale Andrew Dussolier, il migliore amico di Lenny, vescovo di San Pedro Sula poi prefetto della Congregazione per il clero, ucciso per la sua doppia vita.C'è Esther Aubry, moglie di una guardia svizzera e amica di Lenny, una donna molto religiosa che sogna di avere un figlio nonostante la sua sterilità, e lo avrà.
C'è  il cardinale Angelo Voiello,  Segretario di Stato, pronto a utilizzare i dossier per far dimettere Lenny ( ma poi si pente), e insieme affettuoso 'padre' di un ragazzo handicappato. C'è il cardinale Kurtwell, arcivescovo di New York ,accusato di pedofilia. a sua volta abusato da ragazzino.
E,  il cardinale Michael Spencer, padre spirituale di Lenny, suo concorrente per salire al soglio pontificio, pronto al suicidio per aver mancato lo scopo di una vita, protagonista del dialogo sull'aborto con un irremovibile Pio  XIII. 
Un  esperto del rapporto tra teologia e cinema ,monsignor Dario Edoardo Viganò, che dal giugno 2015 è il Prefetto della nuova Segreteria della Comunicazione del Vaticano,  ha scritto che " nella loro opera di rappresentazione del reale, i <em>media</em> contribuiscono anche a ristrutturare e riorganizzare il linguaggio dell'esperienza credente, arrivando a modificare le modalità stesse di percezione dell'esperienza religiosa".

Viganò in prtoposito  ha scritto un <em>paper</em> del 2012, ma che calza a pennello anche ora: "I media costituiscono non solo un modello attraverso il quale rispecchiare la società e rappresentarne gli avvenimenti, ma anche un mezzo in grado di riconsegnare alla società medesima le chiavi di lettura per interpretare tali avvenimenti".

Ancora: "Il religioso, entrando a far parte dell'universo mediatico, si espone, al pari di ogni altro linguaggio e cultura, a forme di logoramento e corruzione; in ogni caso, a una significativa trasformazione". E questo naturalmente pone delle grandi sfide alla comunicazione della Santa Sede: perché magari poi la gente pensa che il  "vero" Papa sia come Belardo, e che le dinamiche interne al Vaticano siano effettivamente le stesse della miniserie HBO, che è stata girata nell'estate 2015, proiettata in Italia tra ottobre e novembre 2016 e sbarcherà negli Stati Uniti il 17 gennaio 2017, per un costo complessivo di 40 milioni di dollari.

Il verosimile può prendere facilmente sopravvento sulla realtà. 
La dialettica tra finzione filmica e realtà ha accompagnato persino la transizione tra il Pontificato di  Ratzinger e quello di Bergoglio. Quando alle 17 del 28 febbraio  2013 l'elicottero con a bordo  Benedetto XVI si alzava dall'eliporto vaticano, le scene del veivolo che sorvolarono la Basilica di san Pietro, i Fori, il Colosseo e giunse un quarto d'ora dopo alla villa Pontificia di  Castelgandolfo fecero il giro del mondo. Immagini, girate sotto la direzione di monsignor Viganò ,in quanto responsabile da poche settimane del Centro Televisivo Vaticano.  Viganò rivelò in un'intervista a <em>Salt and Light tv</em> , nell'ottobre 2013 che la regia del filmato  fu ispirata al film la <em>Dolce vita</em> di Federico Fellini, che si apre con la ripresa di una statua di Cristo che, trasportata in elicottero, sembra accarezzare le periferie romane. Allo stesso modo l'elicottero che trasportava il Papa, fece due volte il giro intorno alla Cupola e si allontanò volando basso  sulla Città, quasi accarezzandola, nel sole del tramonto romano.

 

 

 

 

 

 

 

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