Papa emerito e non secondo Papa


Di ritorno del suo viaggio in Armenia, Papa Francesco ha voluto precisare ed evitare confusioni, in vista della cerimonia di oggi nella Sala Clementina per il 65mo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Benedetto XVI, di cui pure ha indossato lo stemma nel corso della Divina liturgia celebrata insieme al Catholicos Karekin II, domenica 26 giugno 2016 (vedi foto).

Rispondendo alla domanda di Elisabetta Piqué, de la Nacion, sua amica e biografa, che si riferiva ad alcune affermazioni del Prefetto della Casa pontificia e segretario particolare di Ratzinger, monsignor Georg Ganswein, sull'esistenza di fatto di "papato allargato" (vedi post: Una rinuncia particolare), affermazioni che in un passaggio importante sono state riproposte dallo stesso Francesco nella Prefazione alla raccolta dei discorsi sul sacerdozio che verrà donata a Ratzinger , proprio questa mattina.

Francesco ha risposto, iniziando con una certa ironia:

"C’è stata un’epoca nella Chiesa in cui ce ne sono stati tre! "(ripete in italiano), intendendo tre Papi in contemporanea. Poi però ha continuato con molta determinazione : " Io non ho letto quella dichiarazione perché non ho avuto tempo. Benedetto è Papa emerito. Lui ha detto chiaramente, quell’11 febbraio, che dava le sue dimissioni a partire dal 28 febbraio, che si sarebbe ritirato per aiutare la Chiesa con la preghiera. E Benedetto è nel monastero, e prega. Io sono andato a trovarlo tante volte, o al telefono… L’altro giorno mi ha scritto una letterina – ancora firma con quella firma sua – facendomi gli auguri per questo viaggio. E una volta – non una volta, parecchie volte – ho detto che è una grazia avere a casa il “nonno” saggio. Anche davanti a lui l’ho detto, e lui ride. Ma lui per me è il Papa emerito, è il “nonno” saggio, è l’uomo che mi custodisce le spalle e la schiena con la sua preghiera. Mai dimentico quel discorso che ci ha fatto, ai Cardinali, il 28 febbraio: “Uno di voi sicuramente sarà il mio successore. Prometto obbedienza”. E lo ha fatto. Poi ho sentito – ma non so se è vero questo – sottolineo: ho sentito, forse saranno dicerie, ma concordano con il suo carattere, che alcuni sono andati lì a lamentarsi perché “questo nuovo Papa…”, e lui li ha cacciati via! Con il migliore stile bavarese: educato, ma li ha cacciati via. E se non è vero, è ben trovato, perché quest’uomo è così: è un uomo di parola, un uomo retto, retto, retto! "

Per Bergoglio la vera novità introdotta da Ratzinger è dunque quella dell'istituzione della figura del Papa emerito.

Ha detto infatti rivolta alla Piqué: "Poi, non so se Lei si ricorda, che io ho ringraziato pubblicamente – non so quando, ma credo durante un volo – Benedetto per aver aperto la porta ai Papi emeriti. 70 anni fa i vescovi emeriti non esistevano; oggi ce ne sono. Ma con questo allungamento della vita, si può reggere una Chiesa a una certa età, con acciacchi, o no? E lui, con coraggio – con coraggio! – e con preghiera, e anche con scienza, con teologia, ha deciso di aprire questa porta. E credo che questo sia buono per la Chiesa. Ma....".

Ed ecco qui il punto. Punto fermo che di più non si può.

"Ma c’è un solo Papa. L’altro… o forse – come per i vescovi emeriti – non dico tanti, ma forse potranno essercene due o tre, saranno emeriti. Sono stati [Papi], [ora] sono emeriti. Dopodomani si celebra il 65° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Ci sarà il suo fratello Giorgio [questa presenza non è stata confermata], perché tutti e due sono stati ordinati insieme. E ci sarà un piccolo atto, con i Capi Dicastero e poca gente, perché lui preferisce… Ha accettato, ma molto modestamente; e anch’io ci sarò. E dirò qualche cosa a questo grande uomo di preghiera, di coraggio che è il Papa emerito - non il secondo Papa - che è fedele alla sua parola e che è un uomo di Dio. E’ molto intelligente, e per me è il nonno saggio a casa." Da sottolineare: "un piccolo atto"..."ci sarò anche io".

Poco prima della fine del viaggio in Armenia , dove monsignor Ganswein faceva parte del seguito papale, è stato pubblicato un suo nuovo intervento ,questa volta un'intervista a Paul Badde . "Tuttavia la natura ha parlato", ha detto riferendo il commento di Benedetto quando ebbe a sapere del fulmine che si abbatté sulla cupola di San Pietro il giorno dell'annuncio della sua rinuncia, l'11 febbraio 2013. Secondo Ganswein inoltre in base alla profezia di San Malachia , le dimissioni di Ratzinger andrebbe considerate come una sveglia per tutti i credenti, e dal punto di vista storico, Papa Francesco potrebbe essere l'ultimo papa ( http://www.catholicnewsagency.com/news/is-francis-the-last-pope-a-rare-interview-with-archbishop-gnswein-46598/) ,

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