L'imam globale e il ritorno dei Lupi Grigi


Il fallito colpo di Stato in Turchia tra i tanti effetti collaterali ha avuto almeno il merito di portare in qualche modo a conoscenza dell'opinione pubblica mondiale una figura in gran parte sconosciuta, quella del religioso islamico, riparato negli Stati Uniti che risiede da anni a Saylorsburg, Pennsylvania, Fethullah Gülen.

Prima convinto supporter del leader turco Erdogan, dal 2013 invece in rotta di collisione con il presidente , tanto da essere da lui accusato essere il vero ispiratore ed organizzatore del tentativo di colpo di Stato, fallito la scorsa settimana.

Che sia o no così lo dimostreranno le evidenze che Ankara ha appena inviato negli USA a supporto della richiesta di estradizione . Per certo, invece, Gülen è stato l'ispiratore di una "narrativa" molto addomesticata sul colpo di Stato che è riuscita a penetrare nei massmedia italiani. E cioè che putch non solo era fallito, ma era anche "fasullo" cioè autorganizzato dallo stesso Erdogan, per avere la scusa per un nuovo pesante giro di vite antidemocratico.

Basta citare in proposito le citazioni delle dichiarazioni di Gülen riportate da Politico ( http://www.politico.eu/article/5-things-about-the-man-turkey-says-is-behind-the-coup-fetullah-gulen-islamic-cleric/ ).

Nonostante la sua influenza in Turchia , il movimento di Gülen ha mantenuto finora un profilo basso in Occidente. Già nel 2009 l'ambasciatore americano, James Jeffrey,scriveva al Dipartimento di Stato ( lo ha rivelato Wikileaks nel 2012)che Gulen, nonostante fosse in esilio negli Usa da almeno dieci anni, rimaneva un fenomeno politico in Turchia, aggiungendo alla sua organizzazione , mese dopo mese, "legioni" di aderenti e una rete di scuole di élite. L'educazione, in Turchia e negli Stati Uniti, è infatti uno dei must di Gulen . Il suo movimento si propone inoltre il raggiungimento di obbiettivi come il dialogo interreligioso (con cattolici ed ebrei) e la tolleranza, ma annotava - quasi dieci anni fa - l'ambasciatore Jeffrey, " molti turchi credono che Gulen abbia una più nascosta ed insidiosa agenda, e persino alcuni gruppi islamisti criticano la mancanza di trasparenza di Gulen, che crea dubbi sulle sue reali motivazioni".

Una voce, due messaggi

Secondo i suoi critici una tipica ambiguità ( definita in Turchia: "una voce, due messaggi") caratterizza l' impero mediatico transnazionale dell'iman. Gülen possiede Zaman, il più diffuso quotidiano turco con una tiratura media giornaliera di quasi un milione di copie. In realtà poco più di ventiduemila copie sono vendute realmente nei chioschi. Altre centinaia di migliaia risultano riservate agli abbonati, ovvero distribuite gratuitamente nei Ministeri, nelle scuole e agli imprenditori locali .Zaman ha anche edizioni online in diversi paesi tra cui Australia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Bulgaria, Francia, Kazakhstan, Macedonia, Romania e Turkmenistan.

La Cemaat , cioè l'organizzazione di Gulem) pubblica anche siti web in Turchia (ad esempio Aksiyon, Dialog Avrasya Dergisi, Ekoloji, Gonca, Sızıntı, Yeni Ümit, Taraf, Yağmur e zirvedergisi.com) numerosi quotidiani e riviste in lingue straniere. Vicina alla Cemaat è anche l’agenzia stampa Cha (Cihan Haber Ajansi), le televisioni Samanyolu, la Mehtap Tv, Yumurcak, Kure TV, il canale satellitare in lingua inglese Ebru TV e diverse radio. Negli anni ’90 venne creata la banca Asya Finans per organizzare le attività educative della Comunità in Asia centrale e, nel 1994, la Turkiye yazarlar ve gazeteciler vakfi (Fondazione degli scrittori e giornalisti di Turchia). Oggi il movimento di Gulen può contare su milioni di seguaci in tutto il mondo, scuole in centoquaranta paesi, una banca, ospedali, una compagnia d’assicurazione oltre l’università Fatih di İstanbul.

In un sondaggio online organizzato dalla rivista britannica Prospect e da quella americana Foreign Policy del 2008, Gülen è stato votato come il più influente intellettuale del mondo. Graham Fuller, un ex-agente della CIA e autore di diversi libri sull’Islam politico, sostiene che Gülen è a capo di “uno dei più importanti movimenti nel mondo musulmano al giorno d’oggi”.

Un rapporto stilato il 18 novembre 2009 dall’agenzia d’intelligence Stratfor (messo in rete da Wikealiks, nel 2012) e destinato allo Us Department of homeland security e alle Agenzie d’Intelligence americane, il Movimento Gülen che « gestisce milioni di dollari« e che possiede «università, banche, Ong e reti televisive in Turchia ed altri paesi» - sebbene si sia imposto in Turchia - ha una portata globale. Per questo Gülen è stato spesso soprannominato “l’Imam Globale”.

Sempre Stratfor mette in evidenza che quella di Gülen " assomiglia molto ad una organizzazione professionale di intelligence".

Gulen in ogni caso ha ottenuto da anni la green card negli Stati Uniti dove risiede e controlla una rete di scuole scientifiche (40 in Texas e 11 in California, più decine di altre disseminate nel paese) organizzazioni no profit, e di beneficenza. Nel febbraio 2016 , in California, c'è stato un ricorso formale al Dipartimento dell'Educazione che sollecita un' inchiesta finanziaria sui metodi di finanziamento della rete delle scuole pubbliche Magnolia.

Lo Stato profondo . «Dovete muovervi nelle arterie del sistema senza che nessuno noti la vostra esistenza fino a quando non avrete raggiunto tutti i centri di potere». In questo famoso sermone, rivelato alla televisione turca nel 1999, il predicatore spiegava ai propri fedeli come penetrare nel sistema di potere della Turchia e come inserirsi nei gangli dell’amministrazione creando un vero e proprio stato nello stato o meglio uno nuovo “stato profondo” sul modello di quello creato all’indomani della Seconda Guerra Mondiale per allontanare il pericolo di un’invasione delle forze del Patto di Varsavia e lo scivolamento verso l'Urss della Turchia . Allora gli Stati Uniti si servirono di un personaggio oscuro, il “barone nero” , colonnello Alparslan Türkeş, fondatore del partito neofascista MHP, i cosiddetti Lupi Grigi .La storia del predicatore Gülen affonda le radici proprio in questo turbolento contesto politico: A Erzurum, vicino al suo villaggio natale Korucuk nell’Anatolia Orientale, Gülen fondò negli anni ’60 un’Associazione per combattere il Comunismo Il "Movimento Gülen", composto da dodici persone (il numero degli gli apostoli) e noto anche come movimento Hizmet (« servizio »).

Il MHP , movimento di destra nazionalista, spietato contro curdi, armeni( di cui viene disconosciuto il genocidio, con una intolleranza da far impallidire Ergodan), e grecociprioti, attualmente è all'opposizione in Turchia. Nelle scorse settimane, il 5 luglio 2016, in occasione della festa della fine del Ramadan, Gülen ha tentato di prendere il controllo dei Lupi Grigi, contro la leadership dell' attuale presidente di MHP, Bahceli.

Dei Lupi Grigi, faceva parte , Ali Agca, l'attentatore di Papa Giovanni Paolo II.

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