MORO/2 UN INSOLITO CAFFE'


La Commissione di inchiesta sul caso Moro si è concentrata non tanto sui retroscena dell'affaire, ma sulla scena del delitto. E questa potrebbe essere una scelta vincente. Scoprire quanti e quali fatti avvenuti a via Fani , a quasi quarant'anni dell'eccidio, non sono stati focalizzati (ed è un eufemismo) dalle precedenti Commissioni e da almeno quattro indagini della Procura di Roma e altrettanti processi Moro, sarà l'unica solida base anche per risalire al contesto geopolitico della strage, agli accadimenti cruciali dei 40 giorni di prigionia, e alla decisione dell'assassinio del Presidente della Democrazia cristiana.

Forse non solo. Perché gli accertamenti già compiuti ed in corso sul bar Olivetti di via Fani, il caffè gestito da Tullio Olivetti in società con la figlia dell'ex presidente della Repubblica italiana, Giovanni Gronchi, stanno facendo emergere una realtà complessa.

Olivetti infatti sfuggì all'istruttoria del pm Giancaro Armati sul traffico d'armi da e per i palestinesi ( stando almeno alla sua testimonianza del 28 settembre 2016 a palazzo San Macuto). Quel traffico d'armi che, sempre secondo Armati, sarebbe stato il movente dell'uccisione dei due giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo (inviati del mensile L'Astrolabio) , e scomparsi in Libano il 2 settembre 1980, esattamente un mese dopo la strage di Bologna. Per una curiosa coincidenza è stato accertato che Tullio Olivetti era a Bologna proprio nei giorni antecedenti la strage alla Stazione.

Ma torniamo in via Fani il 16 marzo 1978. Il caffè di Olivetti quella mattina era chiuso. L'ipotesi investigativa della Commissione è che lì dentro si nascosero i 20 componenti del commando ("Erano in 20 e non 12" ha dichiarato il vicepresidente Gero Grassi, compresi due tedeschi ,un uomo e una donna), in attesa di passare all'azione (difficile nascondersi dietro le fioriere, come fin qui accreditato dalla versione ufficiale). Presso il bar , il commando potrebbe essere stato rifornito anche delle armi necessarie. Visto che il giro di quell'insolito caffè avrebbe procurato per anni e per decine di milioni di lire, armi alla malavita romana, alla Banda della Magliana, alla 'NDRANGHETA , ai palestinesi dell'OLP ( e alla ROTE ARMEE FRAKTION). E pezzi da Novanta della mafia, come Frank Coppola Tre Dita sono stati descritti come in contatto con quell'ambiente.

In considerazione di tutti questi elementi, per accertare anche cosa avvenne a Via Fani, gli atti coperti da segreto di Stato (apposto dal presidente del Consiglio Bettino Craxi) riguardante Toni e De Palo, potrebbero essere utili. Ormai sono passati più di 30 anni, ma ancora all'inizio del 2016 -stante la lotta all'ISIS , così ha spiegato l'allora capo del DIS Giampiero Massolo al COPASIR - le richieste delle famiglie sono andate deluse.

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