CALVI, UN OMICIDIO TRASNAZIONALE


Per la morte di Roberto Calvi, è stata archiviata l' ultima inchiesta. “Ma fu omicidio fra Vaticano, mafia e P2. Rogatorie a Santa Sede, esiti inutili”.

Su richiesta del pm Luca Tescaroli, il giudice romano Simonetta D'Alessandro ha chiuso il procedimento che vedeva coinvolti fra gli altri Licio Gelli (deceduto), il faccendiere Flavio Carboni,

e l'uomo del Supersismi, Francesco Pazienza. Ma il Gup scrive che l'ipotesi storica dell'omicidio "è difficilmente sormontabile". Insomma: non ci sono prove giudiziarie sufficienti della responsabilità penale di imputati e indagati ma un'abbondanza di fatti per una ricostruzione storica di un assassinio e dei suoi scenari geopolitici.

L'esito dell'ultima istruttoria sconta il peccato originale delle indagini e cioè il passo falso iniziale ( forse , come fa capire la stessa Gup, funzionale all'esito odierno) : il fatto che la morte del "banchiere dagli occhi di ghiaccio" fosse subito "catalogata" dagli inquirenti italiani e inglesi come "suicidio". E invece - scrive il Gup di Roma - "Roberto Calvi è stato assassinato "mediante impiccagione" e "simulazione di suicidio" , fatto consumato a Londra alle prime ore del 18 giugno 1982 e qualificabile come omicidio premeditato ai sensi degli articoli 110,575,576 del codice penale".

Ma anche il fatto che "si tratta di una vicenda dall'accentuata dimensione internazionale, involgente rapporti tra gli Stati,snodi di interessi economici e politici mediati da ambiti massonici coperti o settori di servizi segreti deviati in strutturale contatto con organizzazioni criminose e sistemi finanziari", fattispecie che solo dal 2006 vengono punite dal codice per la loro peculiarità di delitti transnazionali. Norme che non si possono

applicare all'uccisione di Calvi avvenuta più di vent'anni prima.

"La vicenda - scrive a pagina 35 il Gup - non è affatto solo italiana ed anzi il Paese appare connotato da una sovranità limitata, da un potere investigativo e cognitivo che si infrange, per lunghi anni, di fronte all'entità degli interessi- politici ed economici in gioco . Interessi non certo italiani, non certo nazionali."

Con servizi stranieri in contatto con quelli italiani, in una posizione che pare essere di sovraordinazione gerarchica".

Quali interessi internazionali, secondo la sentenza-ordinanza? Non solo quelli della Cosa Nostra siciliana , che in questo scenario finisce per assumere un ruolo diciamo così "servente",ancillare ( e dire questo dimostra da solo la portata globale dell'uccisione di un uomo diventato ormai inaffidabile) . Ma quelli che hanno coinvolto il destino della Polonia ,quasi 10 anni prima la caduta del Muro di Berlino. E il finanziamento dell'Ambrosiano ai regimi sudamericani.

I base a quanto accertato dal processo milanese per la bancarotta proprio il Sudamerica divenne la destinazione finale della massa enorme di denaro sottratto - tra l'81 e l'82 - dalle casse dell'Ambrosiano attraverso le società patrocinate dalle lettere dello IOR, presieduto dal vescovo Paul Marcinkus.

Quando venne ritrovato il corpo del presidente del Banco Ambrosiano, il Ponte dei Frati neri, a Londra, era dipinto di bianco e azzurro, i colori della bandiera argentina (oggi è bianco e rosso mattone). Mentre tra Gran Bretagna e il paese sudamericano era in corso (aprile- giugno 1982 ) la guerra per la riconquista delle isole Falkland (Malvinas), che ancora oggi l'Argentina rivendica.

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