BECCIU RETTIFICA

Riceviamo e pubblichiamo dai legali di SE Angelo Becciu. La risposta in fondo.


Le scriviamo in nome e per conto del nostro assistito, Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Giovanni Angelo Becciu, che ci ha a tal fine conferito espresso mandato, per significarLe quanto segue.

In data 16 febbraio 2022 veniva pubblicato, sul Suo sito Just Out, un articolo dal titolo: Nuovo caso Becciu1.

L’articolo si apprezza sfornito del carattere della verità, così da risultare diffamatorio e meritare ampia rettifica, che qui ed ora si richiede.

In esso, viene anzitutto operato un insistito e gravemente travisante riferimento ad una erogazione liberale, effettuata spontaneamente da Sua Eminenza, attingendo a risorse

private mediante la richiesta, e successiva erogazione, di un prestito bancario, poi interamente restituito.

Collegare, come Ella scrive, una pretesa «svista» difensiva al fatto che le risorse di questa liberalità di Sua Eminenza fossero state meramente anticipate da un istituto di credito, e poi giustapporle alle successive, improvvise dimissioni del direttore

generale dell’istituto, ingenera nel lettore il convincimento d’illegittimità della pratica bancaria, quando invece trattasi di un ordinario finanziamento, richiesto da Sua Eminenza da privato cittadino, assentito dall’istituto di credito e restituito nella sua interezza.

Totalmente omittente si apprezza, poi, l’articolo di stampa, circa l’impiego di tale donazione privata. Lo stesso Ufficio del Promotore di Giustizia conferma — nell’atto di cui Ella afferma pubblicamente di avere «disponibilità» — che la somma elargita è stata effettivamente impiegata per la realizzazione del progetto umanitario Il pane degli ultimi, con la costruzione di un panificio a vocazione sociale in cui impiegare persone bisognose: «È dunque incontestabile che (...) il versamento dei 100 mila/euro da parte di S.E.R. Giovanni Angelo BECCIU - avvenuto a giugno 2013 — abbia effettivamente contribuito, unitamente alle altre disponibilità presenti sul conto in quel periodo, a formare la provvista utilizzata per i lavori del panificio» (p. 85). Di tanto — cioè del riscontro circa l’effettivo impiego a finalità caritatevoli — l’articolo non informa il lettore, così contribuendo ad una ricostruzione dei fatti mistificatoria e, quindi, diffamatoria.

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Sotto altro profilo, la asserita disponibilità della richiesta di citazione avrebbe dovuto impedire un’altra rappresentazione, gravemente diffamatoria per omissione di contributi determinanti per un’equa restituzione ai Suoi lettori dei fatti che Ella ha scelto di pubblicare.

Il riferimento va alla vicenda dei contributi erogati dalla Conferenza Episcopale Italiana, ed alla unilaterale prospettazione che l’articolo offre al lettore, dipingendoli come fondi variamente abusati nella loro finalità, al punto che Ella afferma trattarsi di «un conto gestito al di fuori della contabilità della Diocesi dal cugino di mons. Becciu che non aveva potere di firma della Diocesi, e da una signora...».

Eppure, nella stessa richiesta dell’Ufficio del Promotore di Giustizia si dà espresso conto dell’interessamento, in prima persona, di S.E.R. Monsignor Sebastiano Sanguinetti, già Vescovo di Ozieri al tempo di dette richieste di fondi, nei confronti di S.E.R. Monsignor Mariano Crociata, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, al quale indirizzava una missiva, così richiamata nell’atto: «Attraverso tale richiesta, S.E. Rev.ma Sebastiano SANGUINETTI, desidera “accompagnare e incoraggiare la richiesta di un contributo straordinario da parte della Cooperativa Sociale S.P.E.S.”, realtà̀ importante nel campo dell’aiuto ai poveri e agli emarginati della diocesi di Ozieri «che opera in stretta collaborazione con la Caritas diocesana. Sin dal 2005, anno di nascita della cooperativa, la S.P.E.S. collabora in modo preminente e continuativo con la Caritas diocesana per la realizzazione di diversi progetti a favore dei profughi, in collaborazione con le autorità̀ competenti, dei disoccupati, degli ex carcerati in cerca di occupazione, dei giovani che hanno concluso il percorso in comunità̀ di recupero delle tossicodipendenze e in cerca di reinserimento sociale.» (p. 112).

È di tutta evidenza come, quindi, il lettore è stato da Lei indebitamente privato di elementi fattuali che, se conosciuti, avrebbero impedito la ricostruzione unilaterale che Ella ha inteso offrire, così determinando la lesione dell’onorabilità di Sua Eminenza (in modo sprezzante, ma erroneo, da Ella definito «monsignore» o «ex cardinale»), che qui ed ora Le si contesta.

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Inoltre, falsa è la roboante affermazione contenuta nel sottotitolo, circa presunte «perquisizioni svolte in tutt’Italia». Contrariamente a quanto enfaticamente affermato nell’articolo, sono state svolte attività di perquisizione in Ozieri e nel circondario e in un immobile in Roma.

Spiace, infine, constatare come, nonostante la estrema facilità dell’incombente e l’indiscussa Sua professionalità, Ella non abbia inteso, in spregio a basilari doveri deontologici, richiedere un commento degli interessati previo alla pubblicazione; attività, questa, che avrebbe consentito una informazione ai Suoi lettori non solo più equa, ma anche più veritiera. E tanto, per la verità, è accadimento costante che caratterizza, da tempo, ogni Suo servizio giornalistico attorno alle vicende giudiziarie di interesse.

Vorrà pertanto, con ogni cortese sollecitudine, rettificare i summenzionati errori fattuali, a parziale ristoro della reputazione ingiustamente lesa da simili asserzioni diffamatorie.

Diversamente, corre agli scriventi l’obbligo di informarLa di aver ricevuto, sin d’ora, espresso mandato da Sua Eminenza, proprio malgrado, di tutelare la propria reputazione –gravemente lesa da questi Suoi interventi – in ogni sede giurisdizionale, nessuna esclusa, anche in ordine ai profili risarcitori inevitabilmente connessi.

Distinti saluti,

Roma, il 22 febbraio 2022

avv. Fabio Viglione avv. Maria Concetta Marzo

Risposta. Scopo dell’articolo ed interesse pubblico:spiegare ai lettori che seguono le vicende vaticane l’ennesima novità relativa alle perquisizioni del 15/2/2022 .

La vicenda del bonifico di 100 mila euro a seguito di un prestito IOR richiesto da SE , abbreviazione di Sua Eminenza , ( nel sommario dell’articolo per cui i legali scrivono) , costituiva il titolo di tutte le agenzie di stampa del 15/2 ( vedi titolo Ansa ++ Fondi Ior e Cei a soggetti vicini a Becciu,perquisizioni ++).

Nessuna contestazione sull ‘utilizzo del prestito ( panificio/ non panificio) emerge dall’articolo che ha invece reso noto al pubblico che proprio quel prestito ha permesso ai Promotori di giustizia di QUASI DIMEZZARE uno dei 3 peculati contestati a SE Becciu nel processo 45/19 .

Sono stata l’unica a scriverlo. E questo dimostra al di là di ogni dubbio che sia pretestuoso quanto sostenuto nella lettera circa una presunta parzialità nei miei articoli e in particolare in questo resoconto di un atto depositato alle parti in udienza già il 25 gennaio e che è stato alla base dell’ultima rogatoria in Italia.Ma appunto , se il prestito dello IOR ( e non di un generico istituto di credito,perché questo lo IOR non è ) è stato oggetto di rogatoria, evidentemente sono state necessarie altre indagini

Le dimissioni degli ex amministratori IOR pochi giorni dopo la concessione del prestito sono un fatto storico .

BONIFICI CEI : Tutti i virgolettati circa” l’utilizzo privatistico, commerciale “ e non caritativo dei bonifici ricevuti in due differenti momenti sono tratti dalla Richiesta di rinvio a giudizio fonte dell’articolo, e alla base delle perquizioni in oggetto, compreso il riferimento all ‘uso di 400 mila euro per un acquisto di fondi di investimento e 100 mila euro per l’ acquisto della casa di una parente. Le indagini su questi utilizzi sono in corso e così sono state rappresentate ai lettori. Sarò la prima a felicitarmi e a darne notizia se ci sarà in futuro un completo chiarimento al riguardo in sede giudiziaria.

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Mac