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GLI ARCHIVI SEGRETI VATICANI NON ERANO TANTO SEGRETI. DUPLICATI E TRAFUGATI A MOSCA PER CONFEZIONARE “ IL VICARIO”: COSI’ NACQUE LA LEGGENDA NERA DI PIO XII CAPPELLANO DI HITLER.

(particolare della copertina della traduzione italiana de "Il Vicario", Feltrinelli Edtore, 1 gennaio 1964 )


LO HA RACCONTATO IL GENERALE RUMENO CHE PORTO’ A COMPIMENTO L’OPERAZIONE E CHE DEFEZIONO’ NEGLI USA.  E FU IL PRIMO A METTERE IN GUARDIA  L’OCCIDENTE DALLA DISINFORMAZIONE. UNA LEZIONE PER OGGI.


di Maria Antonietta Calabrò


Nel 1960 il segretario del PCUS Nikita Kruscev approvò un piano per distruggere la credibilità morale del Vaticano in Europa occidentale, visto che era su posizioni saldamente anticomuniste e antisovietiche. L’idea venne a due alti gradi  dell’allora KGB, che coniarono lo slogan: “I morti non possono difendersi”. Così pensano di accanirsi su Pio XII, Papa Pacelli. “Il problema è che il Kgb non aveva accesso agli archivi vaticani, e qui intervengo io”, scrisse nel suo libro “Disinformazione” pubblicato nel 2013 sulle “operazioni culturali” dei servizi segreti russi , Ion Mihai Pacepaun generale rumeno, che rimane il militare di più alto grado che abbia defezionato dal blocco orientale e le cui rivelazioni sono stati alla base del collasso del regime dei Ceauşescu.

Una storia interessante oggi che dopo la decisione di Papa Francesco di liberare dal segreto l’Archivio vaticano, sono tornati alla ribalta i documenti riguardanti il presunto silenzio di Pio XII sulla Shoah (raccolti tra gli altri nel volume- intervista di Massimo Franco con monsignor Sergio Pagano,  dal 1997 Prefetto dell’Archivio, che sta per andare in pensione, volume che sarà presentato oggi a Roma) .

Tornando a Pio  XII, per facilitare il lavoro di infiltrazione in Vaticano, Bucarest autorizzò Pacepa a restaurare le relazioni con la Santa Sede, in cambio dell’accesso agli archivi e di un finanziamento. La spia comunista ottiene un contatto diretto con  il futuro Segretario di Stato  Agostino Casaroli, che allora conduceva per conto di Papa Giovanni contatti riservati con i governi comunisti per ottenere dei miglioramenti delle condizioni di vita della chiesa in quei paesi.“Nel biennio 1960-62, la mia intelligence riuscì a far uscire centinaia di documenti su Pio XII e vennero spediti al Kgb. Erano copie di lettere e incontri (…) Nel 1963 il generale Ivan Agayants, capo dell’ufficio disinformazione del Kgb, volò a Bucarest per ringraziarci dell’aiuto. Ci disse che ‘Posizione 12’ (il nome dell’operazione di disinformazione, ndr) si era trasformata in un potente attacco a Papa Pio XII intitolato ‘Il Vicario’., pubblicato da Feltrinelli editore il 1 gennaio 1964, sessn'anni fa. E disse anche che il dramma teatrale era accompagnato da una voluminosa appendice documentaria messa insieme dai suoi esperti con l’aiuto dei documenti che noi avevamo trasmesso”. Il produttore dell’opera di Hochhuth, Erwin Piscator, era un devoto comunista con lunghe relazioni con Mosca. 

Naturalmente, essendo la storia, come afferma il professor Miguel Gotor, “scienza del contesto”, singoli documenti presi singolarmente in sè stessi  significano molto poco, ma avendo la cosiddetta “forza del pezzo di carta”, furono molto utili alla disinformazione sovietica. Oscurando nella pubblica opinione quello che Pio XII aveva fatto per gli ebrei. Anche pubblicamente. Fu l’unico leader mondiale   ad esempio che si levò contro lo sterminio nel  radiomessaggio natalizio del dicembre 1942. Con voce rotta dalla commozione deplorò la situazione - furono le sue precise parole -  delle “centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o ad un progressivo deperimento”, con un chiaro riferimento alla deportazione e allo sterminio perpetrato contro gli ebrei. Agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei. 

Per questi suoi interventi, numerosi e unanimi attestati di gratitudine furono rivoltigli alla fine della guerra, come pure al momento della morte, dalle più alte autorità del mondo ebraico, come ad esempio, dal Ministro degli Esteri d’Israele Golda Meir, che così scrisse nel 1958 (Pio XII morì il 9 ottobre 1958) : “Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo, durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata a favore delle vittime”, concludendo con commozione: “Noi piangiamo la perdita di un grande servitore della pace”.  Quanti sanno che la lady di ferro israeliana si espresse così su Pacelli?

E quanti sanno che Israël Zolli, grande rabbino di Roma, chiese udienza a Pio XII  per “esprimere in forma ufficiale al Santo Padre il ringraziamento degli ebrei di Roma per quanto è stato fatto in loro favore”.  Si calcola che circa dodicimila ebrei furono salvati nei conventi, nelle parrocchie e addirittura nella Villa pontificia di Castelgandolfo, per una direttiva diretta di Pio XII.

In realtà l'idea originale di infangare la reputazione del Pontefice venne da Joseph Stalin nel 1945, che voleva che la Chiesa cattolica uscisse dall'Ucraina. Il 3 giugno 1945, la sua Radio Mosca proclamò che Pio XII era stato il "Papa di Hitler". Ma l'insinuazione fallì la sua presa perché arrivò il giorno dopo che Pio XII aveva condannato lo “spettro satanico del nazismo” alla Radio Vaticana. Inoltre, Pio XII veniva lodato per i suoi sforzi in tempo di guerra per proteggere le minoranze religiose, tra gli altri, dal presidente Roosevelt, da Winston Churchill (che lo descrisse come "il più grande uomo del nostro tempo") e da Albert Einstein. Einstein, ebreo,  che dovette lasciare la Germania nazista nel 1933  all’intensificarsi delle persecuzioni razziali antisemite e riparò negli Stati Uniti scrisse di Pio XII: “Solo la Chiesa si è schierata apertamente contro la campagna di Hitler per la soppressione della verità. Non ho mai avuto un particolare amore per la Chiesa prima d’ora, ma sono costretto a confessare che ora apprezzo senza riserve quello che un tempo disprezzavo”.

Gli sforzi di disinformazione di Stalin furono respinti da quella generazione contemporanea alla Guerra e a Pio XII  "che aveva vissuto la storia reale e sapeva chi era veramente Papa Pio XII", ha spiegato Pacepa.  Proprio per questo Ha detto il KGB ci ha riprovato, promuovendo l'opera teatrale di Rolf Hochhuth del 1963 The Deputy,  il Vicario. Poiché quella generazione "non aveva vissuto quella storia e non sapeva di meglio, [questa] volta ha funzionato".

Eppure, ancora nel 1978, un  grande imprenditore israeliano di origini francesi Sammy Flatton- Sharon  che a quel tempo era membro della Knesset (il parlamento israeliano) donò a Paolo VI (collaboratore di Pio XII) dieci miliardi che dovevano servire alla liberazione di Aldo Moro sequestrato dalle Brigate Rosse, proprio per riconoscenza di quanto fatto da Pacelli durante la Seconda Guerra mondiale per gli ebrei.  Lo abbiamo appreso però solo nel 2017. Fino ad allora l’opinione pubblica era convinta che i soldi sarebbero stati messi a disposizione dallo IOR.

Ebbene tutto questo è stato oscurato dalle nebbie della disinformazione che si rimise in moto anche quanto Benedetto XVI nel 2009 a conclusione della seconda fase del processo di canonizzazione di Pio XII , aperto nel 1967 proprio da Paolo VI , ha conferito a Pio XII il titolo di venerabile, che ne attesta l'eroicità delle virtù per la Chiesa. La causa di canonizzazione è affidata alla Compagnia di Gesù,  cioè ai gesuiti.



Pubblicato il 29 febbraio 2024 su Huffpost.it

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