ANCHE NEL 2022 FONDI 8 PER MILLE SU CONTO DI OZIERI: LA PROVA DI BECCIU.

di Maria Antonietta Calabrò

Avrebbe dovuto tenersi oggi l’atteso interrogatorio del cardinale Angelo Becciu al processo vaticano, che lo sta giudicando insieme ad altri dieci imputati, e nato dalle indagini sul palazzo di Londra comprato dalla Segreteria di Stato dal finanziere Raffaele Mincione. L ‘ ufficio del promotore di giustizia, decimato da contagi Covid , ( ma in udienza era presente l’aggiunto Alessandro Diddi) , non ha potuto procedere ( se ne riparlerà il 6 aprile in relazione a tutte le accuse di peculato e di abuso di potere) . Becciu tuttavia ha fatto delle dichiarazioni spontanee in cui in particolare si è riferito al Papa sostenendo che “ recentemente ha dichiarato di credere alla mia innocenza” , e ha protestato per il violento tentativo di distruggerlo “con accuse assurde, grottesche ed incredibili” . Di più “ mostruose”.

Così i suoi avvocati hanno fatto circolare la copia di una lettera datata 4 marzo 2022 inviata dalla Caritas italiana alla Caritas diocesana di Ozieri (paese In cui opera la cooperativa Spes grstita dal fratello di Becciu) , in cui si comunica un contributo di centomila euro ( a valere sui fondi dell’ 8 per mille, visto che la comunicazione dell’ avvio del progetto per il pagamento della prima tranche di 50 mila euro dovrà essere inviata all’apposita casella di posta elettronica).

Questa lettera dimostrerebbe la perfetta liceità anche dei contributi precedenti ricevuti dalla Caritas di Ozieri dalla Segreteria di Stato vaticana , attraverso Becciu,che costituiscono uno dei capi di imputazione da cui il cardinale si deve difendere al processo. La lettera (che risale a meno di due settimane) indica infatti come recettore dei fondi Caritas proprio il conto corrente 1000/60478 che secondo l’ accusa vaticana, sarebbe di per se’ anomalo, perché non riconducibile a quelli istituzionali della Diocesi o del vescovo di Ozieri. (https://www.justout.org/single-post/nuovo-caso-becciu )

Al riguardo Becciu rispondendo ad alcune domande del Presidente Pignatone , ha voluto chiarire di non sapere come fosse articolata l’ amministrazione della Diocesi, e che il contributo della Segreteria di Stato pari complessivamente a 125 mila euro era perfettamente legittimo e destinato a opere di carità e per creare posti di lavoro.

“ Il cardinale Becciu ha dimostrato il corretto utilizzo dei fondi” , hanno affermato i suoi avvocati difensori Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo. I legali hanno poi sottolineato: "Il cardinale ha spiegato che il primo contributo, per 25.000 euro nel 2015, richiesto dal Vescovo di Ozieri, servi' a far ripartire la produzione di un panificio a vocazione caritatevole. Il secondo contributo, per 100.000 euro nel 2018, fu erogato, sempre a fronte di richieste del Vescovo di Ozieri, per sostenere la costruzione di un centro polifunzionale, denominato 'Cittadella della carita'', finalizzato a ospitare, fra l'altro, uffici Caritas, assistenza agli anziani e ai profughi. Tale centro, dopo una lunga fase di raccolta di fondi da parte della Diocesi di Ozieri, ha visto l'avvio dei lavori appena lo scorso 28 febbraio". Gli avvocati di Becciu hanno poi evidenziato che le affermazioni del cardinale sono documentate "da atti che abbiamo gia' provveduto a depositare". "Oggi si e' cosi' dimostrato, con la forza dell'assoluta evidenza, il corretto impiego delle somme gestite dalla Segreteria di Stato, con finalita' uniche ed esclusive di carita'. E' stato cosi' eliminato - hanno concluso - anche solo il sospetto di irregolarita' conclamando l'innocenza che il Cardinale ha sempre mantenuto”.

Pignatone ha poi voluto chiedere a Becciu , se dopo aver letto tutto quello che è stato scritto sul caso Marogna ritenesse ancora valido il segreto pontificio sulla vicenda dei 600 mila euro pagati alla sedicente esperta di intelligence . (https://www.huffingtonpost.it/entry/not-in-my-name-lintelligence-scarica-cecilia-marogna-accreditat). Il cardinale ha risposto lasciando una porta aperta:"Tendo a confermare il segreto ma sono disposto ad accettare ciò che sarà deciso dalle autorità competenti". “ Questo sicuramente “ ha commentato Pignatone che al termine dell’udienza ha annunciato che il Tribunale ha disposto di “ richiedere alla Segreteria di Stato le necessarie informazioni al fine di verificare la sussistenza e l’ attualità del segreto “. Se cioè la Marogna agisse come un agente segreto di Sua Santità per la liberazione di ostaggi.