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ECCO PERCHÉ CHAOUQUI E’ FUORI DAL PROCESSO VATICANO. LA MOTIVAZIONE DELL’ORDINANZA.



di Maria Antonietta Calabrò


Con un'ordinanza letta oggi in aula nella 45/a udienza del processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il presidente del Tribunale vaticano Giuseppe Pignatone ha comunicato quali altri testimoni sono ammessi a deporre nelle prossime udirnze a cominciare dal 16 febbraio 2023. Ci sarà il sostituto per gli Affari generali mons. Edgar Pena Parra, mentre il Tribunale si è riservato sul cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ( richiesto dalla difesa di René Bruelhart) dopo l'esito delle deposizioni dell'attuale Sostituto. Non sarà invece sentito il Papa, che era stato chiesto da varie difese (tra cui quella di Fabrizio Tirabassi). Con la stessa ordinanza, il presidente Pignatone ha anche detto 'no' a un'ulteriore testimonianza di Francesca Chaouqui, e riguardante "tutti i fatti oggetto delle imputazioni", richiesta dal Promotore di Giustizia Alessandro Diddi dopo quanto già detto nell'udienza del 13 gennaio sui suoi rapporti con mons. Alberto Perlasca.

Molto interessante la motivazione. Scrive il Tribunale: "la richiesta di esame della predetta Chaouqui su tutti i fatti oggetto delle imputazioni non puo essere accolta. lnnanzitutto, risulta in atti che la Chaouqui si presento spontaneamente, ii 28 ottobre 2020, dopo che furono diffuse le prime notizie sulle indagini, al Promotore di giustizia, ( si legge nell'Ordinanza del Tribunale )che ne delego' l'esame alla Gendarmeria; la Chaouqui, dopo aver precisato che parte delle informazioni in suo possesso erano coperte dal segreto pontificio, rese dichiarazioni (alcune delle quali sicuramente generiche e inesatte) che tutte le parti, pubbliche e private, ritennero non meritevoli di ulteriore approfondimento tanto che nessuna di esse ha chiesto l'esame della predetta Chaouqui nè dopo i due decreti che hanno disposto ii giudizio, nè entro il termine del 10 gennaio 2023 successivamente concesso dal Tribunale. Peraltro, anche la richiesta formulata all 'udienza de! 13 gennaio u.s. ( da parte del Promotore Diddi, ndr) è assolutamente generica, ne' e' stato indicato in alcun modo quali dovrebbero essere le fonti di conoscenza della Chaouqui, certamente estranea ai fatti per cui è processo. "

Il Tribunale ha inoltre definito "inutile" un confronto tra la stessa Chaouqui e l'altra testimone e amica di Perlasca Genoveffa Ciferri "essendo ormai le rispettive contrastanti posizioni cristallizzate in ripetute deposizioni", mentre gli elementi per la loro valutazione vanno tratti dalla documentazione agli atti. Tra i testimoni ammessi, il presidente dello Ior Jean-Baptiste de Franssu e su richiedta del Promotore Diddi ( dopo che il cardinale vi aveva rinunciato) Antonino Becciu ( fratello di Angelo al vertice della Coop.Spes di Ozieri al centro anche delle indagini in corso della Procura della Repubblica di Sassari e su cui ha testimoniato il colonnello della Gdf Pasquale Pellecchia) .

Sempre a proposito di Francesca Chaouqui, il difensore di Enrico Crasso, avv. Luigi Panella, anche a nome delle altre difese, ne ha stigmatizzato l'atteggiamento irriguardoso verso alcuni legali nell'udienza dello scorso 13 gennaio, leggendo in aula anche delle pesanti insolenze pronunciate nei confronti dell'avvocato Cataldo Intrieri, difensore di Tirabassi, messe a verbale dalle registrazioni audio. ("Vaffanculo.... vaffanculo") Il presidente Pignatone ha ordinato che tali scurrilità siano cancellate dagli atti.

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