SLITTA ANCORA BECCIU. BRUELHART CHIAMA IN CAUSA IL PAPA, GUEST STAR DI UN FILM RECITATO DA ALTRI


di MARIA ANTONIETTA CALABRÒ


Al termine della lunga udienza del 5 aprile 2022 dedicata all’interrogatorio dell’ex presidente dell’AIF Renè Bruelhart , il colpo di scena. Nuovo calendario e salta l’udienza già una volta spostata dal 6 al 7 aprile con l’interrogatorio di Becciu e adesso slittata di un mese intero ed è stata fissata il 5 maggio, per impedimenti sopraggiunti dei difensori. Fatto sta che da quanfo Sua Eminenza è stato liberato dal segreto pontificio da Papa Francesco in relazione alle centinaia di migliaia di euro pagati dalla Segreteria di Stato a Cecilia Marogna, l’ interrogatorio è stato spostato due volte.

Inoltre, forse per non creare imbarazzi o timori reverenziali durante interrogatorio del suo ex segretario monsignor Mauro Carlino ( ma Carlino ha deposto sulla trattativa con Torzi quando Becciu era già uscito dalla Segreteria di Stato) , Becciu non si è presentato in aula nel corso delle due ultime udienze. Capitolo Bruelhart. L‘ex presidente dell’Autorita’ anti riciclaggio, ha respinto gli addebiti ( abuso d’ufficio per avere seguito passo passo l’accordo per il pagamento di quindici milioni di euro al broker Torzi) , ha negato il suo personale conflitto di interessi per aver giocato un doppio ruolo ( di presidente AIF e di consulente della Segreteria di Stato) ha detto più e più volte che l’operatività era del direttore Tommaso Di Ruzza e non sua , e molte volte ha raccontato della richiesta di incontri (per gestire la “grana “ Torzi ) da parte del sostituto monsignor Pena Parra e addirittura del Papa che gli chiese di supportare la Segreteria di Stato in quel frangente.

Eppure i particolari che Bruelhart ha confermato -e in più momenti è apparso in difficoltà - non hanno fatto altro che accendere ulteriormente il faro su una vicenda che si conferma essere stata opaca, nata dalla decisione di non denunciare Torzi per evitare uno scandalo. Una vicenda che lascia l’osservatore esterno esterrefatto, in cui un testo word non firmato è servito a spostare la proprietà di un palazzo di pregio al centro di Londra, del valore di centinaia di milioni di sterline.In cui il “ prezzo” di Torzi e’ stato “ alzato” di un terzo ( 5 milioni di euro che di aggiungevano ad altri 10) con un whatapp ( sì, un whatapp) che monsignor Carlino spedì sul telefono di Bruelhart , quello che un tempo era stati definito dall’Economist lo 007 “on his holiness’s service “ , ma che da quando e’ scoppiato lo scandalo non lo è più ( il suo incarico non è stato piú rinnovato da papa Francesco).

Insomma sembra chiaro che l’operazione trasparenza finanziaria di cui di era tanto parlato negli anni scorsi era ben lontana da essere una realtà .Ed sicuro che se non fossero state avviate indagini penali, il Vaticano e la Santa Sede non avrebbero “ passato” l’ultimo controllo di Moneyval )https://formiche.net/2021/06/moneyval-antiriciclaggio-terrorismo-vaticano/)

Il Papa in tutto questo ( che secondo monsignor Carlino e Bruelhart sapeva tutto mentre si dipanava l’affare fi Londra) ) appare sempre più come una gest star del cinema ,quell’attore di gran nome che attira il pubblico a vedere il suo film ma gli attori protagonisti sono altri. Ma la gest star , il Papa, evidentemente si è resa conto di questo ed è anche quella che ha firmato la denuncia da cui ha avuto inizio il processo e le riforme giuridiche e gli atti legislativi che lo hanno reso possibile. E la settimana scorsa ha sciolto Becciu dal segreto, ma SE non sembra così impaziente di essere sottoposto a domande .Se ne riparlerà il mese prossimo.


PS. L’ufficio del Promotore di giustizia ha depositato oggi in udienza numerosi documenti che l’ASIF ( erede dell’AIF) ha liberato dal segreto: si tratta di corrispondenza ed email partite dall’AIF stessa in relazione alla trattativa con Torzi e al prestito di 150 milioni di euro richiesti dalla Segreteria di Stato allo IOR e che non vennero erogati perché “ bloccati” dal direttore generale Mammì, che voleva vederci chiaro.