IL PAPA A SOSTEGNO DEL GIUSTO PROCESSO



CON LO SGUARDO AL CASO DELL’IMMOBILE DI LONDRA.


di Maria Antonietta Calabrò

L’occasione è solenne come sempre,ma mai prima d’ora Papa Francesco ha dato in modo così forte il suo pubblico sostegno al giusto processo in Vaticano, a un percorso giudiziario condiviso tra tutte le parti (giudici tra loro , giudici, pubblici ministeri e imputati e difese), al discernimento che porti ad una sentenza che tuteli il bene comune ( che non è solo la somma del bene delle singole parti) , a una giustizia “rispetto alle persone coinvolte e, insieme, riparazione dell’armonia sociale che guarda al futuro e aiuta a ricominciare”. L’intervento è tanto più significativo, perché cade a pochi giorni dall’inizio nel merito del cosiddetto maxiprocesso (dieci imputati) per l’acquisto del palazzo di Londra di Sloane Avenue60 , visto che giovedì prossimo 17 marzo 2022 è fissato il primo interrogatorio del cardinale Angelo Becciu, l’ex sostituto della Segreteria di Stato, che è a giudizio con finanzieri, brokers ed ex dipendenti per una vicenda che ha provocato perdite stimate per il Vaticano pari a 217 milioni di euro.

Finita la fase investigativa che ha portato alla luce un vasto intreccio di condotte che per l’accusa configurano peculati e abusi di potere, è arrivato il momento del giudizio, ed è possibile anche per il Papa mostrare la via pedagogica dell’ascolto delle varie parti, della ponderazione in modo che il giudizio sia “condiviso” e in fin dei conti, riesca a chiudere con il passato e a far guardare al futuro, cioè a sanare e guarire le ferite . Il che naturalmente ricomprende la necessaria “riparazione”, ma senza quel in più di unilateralità, che può rivelarsi un modo per non chiudere per sempre il caso, con recriminazioni da parte dei condannati. Insomma, se condanna ci dovrà essere, la giustizia non solo andrà fatta, ma dovrà essere evidente a tutti che è stata fatta. Una giustizia giusta.

A tal proposito il Papa ha fatto riferimento a quanto accaduto che nell’anno appena trascorso in Vaticano in materia finanziaria ( clamoroso il processo per la svendita degli immobili dello IOR che ha visto la condanna al carcere dell’ex presidente Angelo Caloja) e per cui sono stati , ha detto, “sanzionati comportamenti delittuosi”.

” Le esigenze di giustizia - ha detto il Papa - implicano una valutazione comparata di posizioni e interessi contrapposti ed esigono una riparazione. Inoltre, nei processi penali, la giustizia va sempre coniugata con le istanze di misericordia, che in ultima analisi invitano alla conversione e al perdono. Fra questi due poli sussiste una complementarità e si deve cercare un bilanciamento, nella consapevolezza che, se è vero che una misericordia senza giustizia porta alla dissoluzione dell’ordine sociale, è pur vero che «la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio»”. Citando al riguarda un suo testo che certamente non riguarda i procedimenti penali, cioè la sua Esortazione postsinodale Amoris laetitia, del 2016.

Insomma, Francesco invita tutti ad un percorso “sinodale” anche a livello giudiziario nel più piccolo Stato del mondo, dove la prima fonte del diritto è il diritto canonico.

“Questo camminare insieme richiede quindi un esercizio di ascolto, che, come sappiamo, appartiene alla natura stessa di un giusto processo. Nell’attività giudiziale è richiesto ai magistrati un esercizio costante di ascolto onesto di quanto viene argomentato e dimostrato dalle parti, senza pregiudizi o pre comprensioni nei loro confronti. Con la stessa disponibilità all’ascolto, che richiede tempo e pazienza, ogni membro del collegio giudicante deve aprirsi alle ragioni presentate dagli altri membri, per arrivare a un giudizio ponderato e condiviso”.

Adesso al Tribunale vaticano presieduto da Giuseppe Pignatone spetterà “un serio e paziente lavoro di discernimento” che “rimane pertanto imprescindibile per arrivare all’esito di una sentenza giusta e realizzare così la natura e la finalità proprie del processo, che dev’essere attuazione di giustizia. In questa prospettiva, è prezioso il ricorso all’equità”.

Che non sia un discorso “giustificazionista” è dimostrato dal fatto che il Pontefice ha anche sottolineato che la trasparenza nella gestione della finanza pubblica “ in una realtà quale della Chiesa , deve essere esemplare ed irreprensibile, soprattutto da parte dei soggetti che ricoprono importanti ruoli di responsabilità”, e “in ambito finanziario la giustizia deve tutelare il più deboli” e che nei processi c’è uguaglianza tra membri della Chiesa, stop insomma ai privilegi degli alti gradi.

Tanto che sono allo studio nuove norme penali per la prevenzione e il contrasto dei reati e per permettere alla Chiesa uno stile di vita e di comportamenti più evangelico.