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UN PAPA CHE SA FAR DI CONTO

  • M.Antonietta Calabrò
  • 21 set 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 23 set 2025

ANCHE CON “LE SCELTE SBAGLIATE DEL PASSATO”


L’Aula delle Udienze del processo d’Appello cosiddetto Sloane Ave n.26/23 in Vaticano  affaccia nel Cortile Borgia nei pressi del Largo dell’Edilizia
L’Aula delle Udienze del processo d’Appello cosiddetto Sloane Ave n.26/23 in Vaticano affaccia nel Cortile Borgia nei pressi del Largo dell’Edilizia

di Maria Antonietta Calabrò


21 settembre 2025, sono passati cinque mesi dalla morte di Papa Francesco che riformò le finanze vaticane con il Motu Proprio “Fidelis dispensator et prudens” (24 febbraio 2014)




Papa Leone confida nella sua prima intervista per il libro biografico della giornalista americana Elise Ann Allen che “non sa ancora” come gestirà il problema delle finanze vaticane. Ma che in ogni caso, al tempo stesso ha ormai “alcune idee chiare”. La prima di tutte è che bisogna “evitare le scelte sbagliate che sono state fatte negli ultimi anni”. 

Affermazioni che giungono , il 18 settembre 2025, a pochi giorni dall’apertura del processo di appello per il più grande scandalo vaticano dai tempi del crack Ambrosiano: in primo grado sono stati condannati a svariati anni e a maxirisarcimenti per 200 milioni, il cardinale Angelo Becciu, il finanziere Raffaele Mincione, il broker Gianluigi Torzi, il dipendente della Segreteria di Stato Fabrizio Tirabassi, e altri cinque imputati. Il dibattimento si svolgerà all’interno del Palazzo Apostolico nell’Aula vecchia del Sinodo, cui si accede dal Cortile Borgia, visitata da papa Leone il 19 settembre, dove ha incontrato il Presidente del Tribunale Venerando Marano e il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi.

Per una coincidenza il 20 settembre ha avuto luogo alla presenza di Leone, il Giubileo degli operatori della Giustizia. Mentre la lettura del Vangelo di Luca di domenica 21 settembre, è stata commentata da Leone XIV nella sua Omelia nella parrocchia di Sant’Anna, retta dagli agostiniani, dove avvenne la prima messa pubblica di Papa Francesco. Vi si parla dell’amministratore disonesto e del fatto che non si possono servire due padroni: Dio e il danaro. “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?” Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Ha commentato Leone: “Non si tratta di una scelta contingente, come tante altre, né di una opzione rivedibile nel corso del tempo, a seconda delle situazioni. Occorre decidere un vero e proprio stile di vita. Si tratta di scegliere dove porre il nostro cuore, di chiarire chi sinceramente amiamo, chi serviamo con dedizione e qual è davvero il nostro bene. (…) Davanti alla prova del bisogno ci sentiamo minacciati, ma invece di chiedere aiuto con fiducia e di condividere con fraternità, siamo portati a calcolare, ad accumulare, diventando sospettosi e diffidenti verso gli altri.”

Ma torniamo all’intervista di Elise Ann Allen. A proposito delle finanze vaticane Prevost ha dichiarato : “C'è stata una grande pubblicità data all'acquisto di questo edificio a Londra, Sloane Avenue, e a quanti milioni sono stati persi a causa di ciò. Penso che già durante i tempi di Francesco, siano stati fatti passi significativi per mettere nuovi controlli ed equilibri, controlli, su come sarebbe stata l'operazione finanziaria, su come avrebbe funzionato. Ci sono state alcune cose molto positive in questo senso, quindi i risultati si stanno mostrando". Con il rigore che solo i laureati in matematica possono avere, Robert Prevost aggiunge: "Non sto dicendo che possiamo rilassarci e dire che la crisi è finita. Non credo che la crisi sia finita, penso che dobbiamo continuare a lavorare su questo, ma non sto perdendo il sonno per questo, e penso che sia importante che comunichiamo un messaggio diverso. Ho avuto un incontro con il Consiglio dell'Economia, che era un'altra struttura che Francesco ha creato per avere una maggiore supervisione su queste diverse entità. Erano d'accordo con me, hanno detto che parte del nostro problema sono state le comunicazioni, e che il Vaticano ha spesso dato il messaggio sbagliato, il che certamente non ispira le persone a dire, "oh, mi piacerebbe aiutarti", [ma piuttosto], "terrò i miei soldi, perché se non hai intenzione di amministrare correttamente, perché dovrei darti più soldi?".

Chiaro qui il riferimento alla crisi di donazioni in particolare dagli Stati Uniti, che è stata una delle questioni sul tappeto nelle discussioni del pre-Conclave in particolare tra i vertici delle fondazioni americane presenti a Roma in quei giorni, a cominciare dalla Papal Foundation. È importante però sottolineare che per Leone XIV non si tratta affatto di imbellettare i fatti, non si tratta di cambiare la narrativa, lo storytelling, lasciando le cose come sono state, prima della “rivoluzione“ di Francesco, che ha scoperto suo malgrado che le cose non procedevano per niente bene, nonostante le nuove leggi e i nuovi organismi, Leone non “restaurerà“ l’andazzo invalso fino allo scoppiare del bubbone di Londra, come magari qualcuno sperava. Il Papa aggiunge: “Quindi, non sto solo cambiando il messaggio per cambiare il messaggio”.

Anche perchè come Prefetto della Congregazione dei vescovi (incarico cui è stato chiamato da Francesco nel gennaio 2023) papa Leone ha già preso contatto diretto con la realtà economica. Ricorda di essere stato “in un paio di consigli diversi, da quando sono qui” e quindi a ragion veduta parla “dopo aver studiato alcune di queste domande negli ultimi due anni”. Scaccia gli allarmismi: “Le cose andranno bene”. A una condizione: ”Dobbiamo continuare il processo di riforma che Francesco ha iniziato”. Molte delle unità finanziarie della Santa Sede stanno andando abbastanza bene. Apsa [Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica] ha appena pubblicato il suo rapporto finanziario 2024 e per l'anno riporta un risultato positivo di oltre 60 milioni di euro. Perché allora stiamo piangendo per una crisi? L'Apsa è uno dei principali sostenitori finanziari del lavoro della Santa Sede”. Ricorda che "c'è stata una grave crisi durante il periodo della pandemia perché una delle fonti di reddito più significative per il Vaticano proviene dai Musei Vaticani. Negli ultimi anni, grazie a Dio, la gente è tornata a viaggiare, ci sono più turisti a Roma quest'anno. Ci sono cose in corso che hanno impresso una svolta significativa in alcune delle questioni che sono state cause di preoccupazione in passato".

Anche quanto al Fondo pensioni, Leone sdrammatizza. E sfodera quella che il cardinale di New York Timothy Dolan il 4 settembre scorso ha sottolineato come una delle principali caratteristiche del nuovo papa, la pragmaticità: "Non conosco nessun paese al mondo che non stia piangendo perché il nostro fondo pensione andrà in bancarotta tra 30 o 20 anni" afferma . Ma aggiunge molto razionalmente: "Questo è un problema universale che deve essere esaminato e può essere affrontato. Ma non puoi dire che siamo in crisi oggi e poi dici cosa faremo? Fai un piano e dici, come possiamo rispondere a questo?”.



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