IL FRATELLO DI SUOR CECILIA SMENTISCE LE “RIVELAZIONI “ DI BECCIU

I PARENTI DELLA SUORA NON CREDONO AL RISCATTO DI UN MILIONE DI EURO, NEGANO DI ESSERSI RIVOLTI AL NUNZIO, CONTRADDICONO LA VERSIONE DI BECCIU. MA OLTRE A QUESTO I TEMPI NON TORNANO: LA SUORA E’ STATA LIBERATA TRE ANNI DOPO I BONIFICI ALLA MAROGNA . FU L’INTERPOL A SEGNALARE AL VATICANO I PAGAMENTI ANOMALI ALLA SECIDENTE CONSULENTE INTELLIGENCE.


di Maria Antonietta Calabrò


I parenti di suor Cecilia Narváez per bocca del fratello , Edgar Narváez , intervistato il 7 maggio 2022, dall’emittente colombiana Blu Radio ,non credono affatto al pagamento di un milione di euro per la sua liberazione. (https://www.bluradio.com/nacion/familiares-de-la-monja-cecilia-narvaez-no-creen-en-el-pago-de-un-mil

La rivelazione del presunto pagamento è stata fatta da SE Angelo Becciu nell'ambito del processo in Vaticano per le irregolarità finanziarie della Segreteria di Stato .

"Non abbiamo mai avuto contatti con rappresentanti del Vaticano, tanto meno con il nunzio apostolico in Colombia ( all’epoca mons. Balestrero tirato in ballo da Becciu, ndA)”, ha detto il fratello della rapita.

Ha indicato che le dichiarazioni di Becciu hanno colto la sua famiglia di sorpresa. "Sette mesi fa mia sorella è stata rilasciata e non ha mai parlato di trattative o pagamento per il suo riscatto", ha detto Narvaez.

Ha assicurato poi che “i rapitori non hanno mai espresso alcuna richiesta di denaro ed è molto strano che questo si sia saputo proprio quando si indaga su presunte irregolarità all'interno della Santa Sede".

Il fratello di suor Cecilia ha poi affermato di non credere che papa Francesco abbia autorizzato il pagamento di quella cifra, tenendo conto anche conto che i guerriglieri di Al Qeada in Mali sono sempre stati “ermetici nei pronunciamenti e nelle prove di sopravvivenza, che hanno consegnato durante i più di quattro anni di prigionia “della sua parente.

“Queste rivelazioni del cardinale avvengono nel mezzo degli scandali di presunta appropriazione indebita di risorse della Santa Sede - ha aggiunto Narváez - e ritengo che non abbiano fondamento, perché è molto probabile che mia sorella l'avrebbe saputo e ce l’avrebbe già detto”. In più, i parenti non hanno mai saputo di alcuna mediazione da parte di un'agenzia di intelligence londinese per ottenere la liberazione di suor Cecilia.

Infine, Edgar Narváez ha affermato che non c'è mai stata nessuna chiamata dal Vaticano e che non sono mai stati ricevuti dal rappresentante del papa in Colombia, e che gli sembra molto strano che la Santa Sede sia stata disposta a pagare il riscatto, perché durante il suo rapimento c'erano da parte vaticana solo messaggi di solidarietà e l’auspicio che fosse rilasciata sana e salva.

Che i bonifici ricevuti in Slovenia dalla Marogna nella seconda metà del 2018, (quando Becciu aveva già lasciato la Segreteria di Stato ) fossero anomali, è evidenziato anche dal fatto che è stata l’INTERPOL a segnalare all’agente di collegamento presso la Gendarmeria vaticana la stranezza di quei soldi piovuti su un conto corrente aperto in poche ore dalla Marogna . La magistratura slovena ha aperto al riguardo un’istruttoria per riciclaggio.

Quindi l’ affaire Marogna “esplode “ prima a livello internazionale e poi in Vaticano.

Una volta esplicata la rogatoria con la Slovenia è anche emerso ed è agli atti del Vaticano che per aprire il conto su cui ricevere i soldi dellla Sds , la donna depositò come referenza la lettera del novembre 2017, in cui l’allora sostituto Becciu la accreditava come persona degna di stima ed in collegamento con lui ed il suo ufficio.

Resta comunque il fatto che suor Cecilia è stata liberata solo tre anni più tardi , nell’ottobre 2021 , quando i due coimputati al processo ( Becciu e Marogna ) erano già stati addirittura rinviati a giudizio.

I soldi sono stati tracciati come utilizzati in gran parte in spese voluttuarie di lusso. La Marogna si è difesa sostenendo che i bonifici comprendevano anche il suo compenso. Ma questa circostanza è stata negata da Becciu durante l’ultima udienza del 5 maggio. La versione del compenso è stata cioè negata proprio da chi le ha inviato i soldi . Secondo Becciu la donna doveva essere ricompensata solo dopo la eventuale liberazione di suor Cecilia, che non avvenne affatto in tempi ravvicinati al pagamento dei soldi

Come gia detto, va ricordato che suor Cecilia è stata liberata il 10 ottobre 2021, senza nessun intervento di Becciu o della Marogna. Ma grazie ad in ‘operazione dell’AISE ( servizi segreti esteri italiani) guidati dal generale Gianni Caravelli e dell’Unita’ di crisi della Farnesina insieme alle forze di sicurezza maliane e colombiane.

Non appena liberata suor Cecilia ha partecipato alla Messa di apertura del Sinodo in San Pietro ed è stata salutata pubblicamente da Papa Francesco. Per qualche settimana è rimasta in Vaticano ospitata dal Papa a Casa Santa Marta.